In Germania il cavallo di Troia per i produttori di mascarpone e savoiardi si chiama Tiramisú. Giá, perché senza il dolce al centro della diatriba sulla sua paternitá, non ci sarebbe posto per la crema grassa di formaggio, e neppure per il biscotto base di questa ricetta. Ma senza questa delizia italiana sugli scaffali dei supermercati tedeschi non ci sarebbero neppure Tiramisú confezionati di dubbia provenienza.
Ok, l´etichetta riporta sempre una bandierina tricolore (l´Italia fa sempre chic sulle tavole tedesche, e sul carrello della spesa ci finisce facilmente la confezione bianca, rossa e verde), il nome pure é quello lí, ma se il Tiramisú viene prodotto nelle verdi valli della Baviera, oppure nella Foresta Nera, siamo proprio sicuri che andiamo a mangiare un dolce tradizionale?
Certo che no. Nei giorni scorsi a Bologna gli agricoltori trevigiani hanno sostenuto la manifestazione della Coldiretti contro i cosiddetti „tarocchi“ alimentari: il parmigiano reggiano che qui in Deutschland si chiama Parmesan Käse, e altro non é che un semplice Hart Käse, formaggio a pasta dura (il nostro gratta e magna), oppure l´aceto balsamico prodotto con uve riesling. Senza parlare della ben nota vicenda del prosecco in lattina (a proposito, dallo scorso settembre ad oggi si vedono sempre meno lattine dorate nei supermercati, l´effetto moda é giá in calando).
Cari amici trevigiani attenzione, il problema non sta nell´attribuzione dell´origine della ricetta – anche se comprendo lo stato d´animo dei contendenti, e il dibattito costruitoci attorno dalla stampa trevigiana mi ha anche divertito – quanto nella tutela della sua qualitá e nel corretto tramandarsi dell´arte pasticcera alle future generazioni. Perché qui in Germania non sono solo le pizzerie, le gelaterie e i ristoranti italiani a proporre il tiramisú nei propri menú. Ci pensano addirittura alcuni locali turchi a proporre il Tiramisú, al termine di un kebab, oppure ristoranti greci dopo aver gustato un souvlaki con le patatine fritte. Oppure ho visto ricette, in uso anche tra stessi ristoratori italiani che, tanto per venire incontro al palato tedesco, utilizzano porzioni extra di panna per ingrassare la miscela di zucchero, mascarpone e uova, o ancora allungano il caffé con liquori quali rum, amaretto o addirittura il vov.
Capite quindi la mia delusione, la delusione di un trevigiano che vive e lavora in Germania, nel veder cosí maltrattato il „nostro“ tanto amato Tiramisú.
Up grade del 25 luglio Questo intervento é stato pubblicato ieri da la Tribuna di Treviso, mentre sul tema sono intervenuti pure Kelablu, food tabloid on line del Gambero Rosso e il Gastronauta.
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