Il polso dei cittadini

Settembre 5, 2007

C´é qualcosa di sintomatico nella trasformazione dei cosiddetti sindaci-civili-pacifisti-democratici – e di logica conseguenza di sinistra – in novelli borgomastri con presunte ambizioni da sceriffo (lo so, termine orrendo, ma di questi tempi va di moda). E non é qualcosa di ideologico, ma di ben piú pratico. Una praticitá data dal diretto contatto di sindaci e assessori con i propri concittadini.

Se gli abitanti di un paesino si lamentano per l´aumento di atti di vandalismo o furti che fanno? Vanno dal presidente della Regione? Si appellano all´onorevole eletto nel proprio collegio? Nossignori. Vanno in Municipio e si rivolgono al sindaco o all´assessore di turno. Se un quartiere é invaso da prostitute o spacciatori mica si lamentano col ministro dell´Interno: prendono il telefono e protestano con i vigili urbani, oppure con i carabinieri.

Gli amministratori locali hanno quindi in mano il polso della situazione circa i molti problemi esistenti sul territorio, sia esso chiamato prostituzione, accattonaggio, droga, rom, o disagio sociale. Logica vuole che siano proprio gli amministratori di Comuni e Province a farsi interpreti di questi bisogni della cittadinanza verso il cosiddetto “Stato centrale”. Ma gli stessi sindaci molte volte non riescono a trovare interlocutori a Palazzo. E cosí dai municipi escono ordinanze che prescrivono multe per i frequentatori delle lucciole, oppure per i lavavetri e gli accattoni.

Il sindaco di Firenze non si é spostato ideologicamente a destra, e tutti sappiamo – Leonardo Domenici per primo – che con la tanto discussa ordinanza che prevede addirittura l´arresto per i lavavetri, non si risolve il problema. Lui, e cosí i colleghi che stanno intraprendendo la sua stessa strada, applicano esclusivamente palliativi in grado di attenuare la rabbia dei cittadini, in attesa di strumenti idonei da parte del Governo e del Parlamento. Strumenti che difficilmente verranno legiferati con una certa celeritá, viste le ben note divisioni esistenti all´interno della maggioranza di Governo proprio su questo tema. Ma questo é un altro tema.

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Toglietegli la terra di sotto gli stivali da sceriffo

Settembre 5, 2007

Si sa, Giancarlo Gentilini non ha solo molti detrattori, ma pure molti sostenitori, altrimenti non si spiegherebbero i due mandati da sindaco e l´attuale carica di prosindaco che sta svolgendo a Treviso.

Da qualche tempo on line si trova pure un blog interamente dedicato a lui, dall´inequivocabile nome Tolleranza Zero, curato da tale “Razza Piave”. Non concordo con le tesi di Gentilini, né ammiro il suo stile e il suo linguaggio, ma gli avversari politici, invece di sbertucciarlo e di relegarlo a semplice “fenomeno da baraccone”, farebbero bene a dare risposte concrete ai problemi della cittadinanza, togliendogli cosí dalle staffe i suoi “cavalli di battaglia”. Solo in questo modo si riuscirá a sgonfiare il “gentilinismo”.

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