In questi ultimi giorni, di fronte al frastuono della campagna elettorale, me ne sono stato buono in silenzio. Sfogliate un po´ queste pagine e troverete il mio pensiero politico. Cosa cambierá ora?
Nulla. Perché i conti pubblici sono in rosso da un bel po´ (diciamo piú o meno da cinquant´anni) e nessun premier, sia esso di destra o di sinistra, riuscirá a portarli in ordine nei prossimi cinque anni. Perché gli sprechi nella pubblica amministrazione sono impressionanti, e i privilegi continuano a dilagare ovunque, negli enti locali cosí come nelle amministrazioni centrali di Roma. Perché la classe imprenditoriale, al pari di quella politica, non é preparata alle sfide globali di questi ultimi tempi. Perché le parti sociali (sindacati dei lavoratori e delle categorie produttive) sono ancora ferme ai tempi di Don Camillo e Peppone.
Tranquilli amici, domani sará un giorno come un altro, magari splenderá un po´ piú il sole (ci credo, siamo in primavera) ma di sostanziali novitá neppure l´ombra.
A poposito, nel caso post elettorale non voglio mettermi in mezzo. Le mie riflessioni arriveranno a mente fredda, e a polemiche superate.

Annunci