La questione della “virata” a sinistra del Corriere della Sera con l´editoriale del direttore Paolo Mieli di dichiarazione di voto per Romano Prodi sinceramente mi annoia.
Mi diverte di piú giocare di fantapolitica. Pensate se ieri lo stesso Paolo Mieli avesse dichiarato apertamente la sua dichiarazione di voto per Berlusconi e per la Casa delle Libertá. Cosa sarebbe accaduto? Prima di tutto oggi con tutta probabilitá il Corriere non sarebbe in edicola, a causa di uno sciopero improvviso e ad oltranza dei giornalisti, dei poligrafici e dei tipografi. Barricate alzate in via Solferino a Milano per contrastare l´arrivo dei barbari, ovvero dell´attuale presidente del Consiglio e dei suoi fidi. E nel giro di una paio di giorni ci sarebbe il black out totale dei giornali e dei telegiornali in segno di solidarietá verso i colleghi del principale quotidiano d´Italia “comprati dal dittatore”.
“Attentato alla libertá di stampa” verrebbe dichiarato dalla Fnsi, il sindacato unitario dei giornalisti e dai soliti professori e tromboni del mondo giornalistico e politico. “Smascherato il piano della destra: Berlusconi dimostra di avere in mano l´intera stampa italiana”, attaccherebbero i politici avversari di ogni ordine e grado, da Romano Prodi fino al segretario della piú sperduta circoscrizione comunale. “Mieli venduto riesce a fare a Berlusconi quello che non é riuscito a compiere Licio Gelli e Stefano Ricucci”, proclamerebbero dai banchi del Parlamento, che nel frattempo avrebbe istituito d´urgenza una commissione parlamentare d´inchiesta.
Senza dimenticare poi Cgil, Cisl e Uil pronte all´ennesimo sciopero generale.
Fin qui la fantapolitica. La realtá é tutta all´opposto di questa mia divagazione. A parte gli ovvi e scontati lamenti dei politici di centrodestra nessuno ha messo in dubbio la libertá di stampa da parte di Mieli e del Corriere. Io stesso non sono stupito dalla dichiarazione di Mieli verso l´Unione: da tempo questi pronunciamenti appaiono sui principali organi d´informazione delle migliori democrazie occidentali, senza far gridare allo scandalo l´opinione pubblica. Io non sono lettore del centrosinistra, ma sono lettore del Corriere e, contrariamente a molti altri vicini alle mie posizioni, continueró a leggere questo quotidiano che, come ho spiegato pochi giorni fa, non deve essere preso come un testo sacro, bensí come un semplice strumento di arricchimento culturale, al pari degli altri giornali presenti in edicola.

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