Secondo Il Foglio é nato un nuovo genere giornalistico, quello dei “cazzi nostri”. Leggete questo articolo pubblicato dal quotidiano di Giuliano Ferrara ieri, giovedí 16 febbraio.

Una volta, almeno, al peggio i giornali parlavano dei giornalisti. Adesso i giornali parlano direttamente di giornali. “Cazzi nostri”, sarebbe l’ideale titolo di apertura di alcuni quotidiani. O c’è l’allarme o c’è la vanteria o c’è la lagna, ma comunque, cari lettori, parliamo tanto di noi. Arriva una querela? Informiamo. Qualche stupida minaccia dai fasci residui? Documentiamo. Vogliono soldi? Dettagliamo. “Cazzi nostri”. Tra il sequestro di 80 mila polli e quello di un giornale, cosa volete mai scegliere?
Ieri era una giornata impressionante. Da nord a sud, da destra a sinistra, tutta una solfa. La Padania titolava a tutta pagina: “L’islam vuole mandare in galera la Padania”. Ovviamente, per aver ripubblicato le vignette su Maometto del giornale danese Jyllands Posten. Del resto, già qualche giorno fa il direttore Gianluigi Paragone si era autodedicato un’altra apertura: “Non mi licenzia nessuno!”, e sempre intorno alle solite vignette siamo. Poi c’è Libero.
L’altro giorno, a tutta pagina: “Feltri condannato al carcere. Un anno e mezzo di galera per un articolo che non ha mai scritto” – e che pretendono, che uno passi dalla direzione di Libero a quella del Galeotto? Piena solidarietà a Feltri, ovviamente, che mai vorremmo vedere in ceppi e privato dei krumiri. Soltanto che pure lui, che fa mettere la sua maxifoto sotto il titolo, tende verso il segnaletico…
Poi, l’Unità. Già diverse volte ha titolato in prima pagina sulle minacce dei fascistelli del Nuovo Movimento Sociale, indaffarati nella lotta alla “bestia rossa”. Solidarietà anche all’Unità, ovviamente, ma allertata la Digos, si può tornare ad avere pure qualche notizia su Fassino? E andando più a sinistra, eccoci a Liberazione. Che in prima pagina dà la solidarietà a Feltri, e poi informa: “Pera vuol chiudere Liberazione”. Ha chiesto cinque milioni, il presidente del Senato, visto che il giornale gli ha dedicato “articoli nei quali mettevamo in dubbio la sua intelligenza”. Discutibile, forse pure Popper s’indignerebbe. Ma sempre “cazzi nostri” sono. Al più, “cazzi loro”.

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