Nein. Cosí l´Antitrust tedesca ha risposto alla richiesta, da parte di Axel Springer Verlag (editore del noto Bild Zeitung, del quotidiano conservatore Die Welt, di una manciata di settimanali e riviste, oltre a partecipazioni in gruppi editoriali in Polonia e Repubblica Ceca) di acquisire le importanti emittenti televisive Pro Sieben e Sat 1.
Il braccio di ferro si protrae da diverso tempo, ma per l´Autoritá a tutela della concorrenza l´ingresso di Springer nel mercato televisivo si rivelerebbe un vero e proprio macigno per l´economia tedesca e l´indipendenza intellettuale e informativa.
In Germania non esiste il problema del “conflitto d´interessi”, ma l´Antitrust é cosa seria e non va messa in discussione, come ha fatto intendere in queste ultime settimane la Frankfurter Allgemeine Zeitung, quotidiano sulle cui doti di liberalismo e autonomia non si puó dubitare.
Ora, mentre si attendono le contromosse del gruppo Axel Springer (richiesta di un permesso speciale al ministero dell´Economia o vero e proprio ricorso all´Antitrust), si profilano altri contendenti alla gestione delle due emittenti tedesche (peso di audience e raccolta pubblicitaria paragonabili alle “nostrane” Italia Uno e Rete Quattro).
Tra questi, uno, come scrive Marika De Feo sul Corriere della Sera, sarebbe italiano. Ovvero la De Agostini guidata da Lorenzo Pellicioli, e giá attiva in Regno Unito, Grecia, Polonia, Olanda e, appunto, in Germania.
Interessante capire gli sviluppi di questa vicenda, tenendo conto anche di un recente precedente avvenuto nella carta stampata, ovvero l´acquisizione di alcuni quotidiani tedeschi da parte di un gruppo inglese, e per questo inviso agli operatori e all´opinione pubblica tedesche, cosí come tutte le intrusioni straniere in “affari tedeschi”.

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