“È vero che ho preso dei soldi, anche tanti soldi, ma sempre a fini di beneficenza”. Cosí ha dichiarato ieri Vittorio Emanuele di Savoia ai giudici di Potenza, che l’accusano di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, al falso e allo sfruttamento della prostituzione.
Sulla beneficenza non ci sono dubbi, a favore di chi – permettetemi – i dubbi sono ben maggiori.
Ecco spiegato perché su casa Savoia tifo per il duca Amedeo d´Aosta e non per i discendenti del Re di maggio.

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