Vivendo e lavorando all´estero mi accorgo piú di altri come il cosiddetto Made in Italy sia sempre piú maltrattato, scopiazzato, contraffatto e sbuggerato. Non parlo solo del design o dei prodotti di moda. E se parliamo di ristorazione e gastronomia non limitiamoci a pizza, spaghetti e mozzarella di bufala. Prendiamo in questo caso l´esempio del cappuccino, che qui in Germania é un vero e proprio protagonista del Made in Italy e che nei listini di bar e ristoranti si legge e si scrive in italiano, al pari del caffé espresso e del latte macchiato.

Ebbene, di cappuccini fatti “come Dio comanda” non se ne bevono tanti in giro: o troppo bollenti o troppo schiumosi; o pallidi senza un minimo accenno di caffé, oppure quasi simili a una cioccolata calda per il troppo caffé in esso contenuto.

Ora, a tutela del “vero” cappuccino, é stato addirittura istituito un disciplinare e, probabilmente, presto verrá addirittura istituita una legge a tutela dei prodotti tipici italiani, compreso appunto il cappuccino. Personalmente diffido da strumenti legislativi che si occupino di simili temi. Basterebbe dare spazio alla piú semplice legge di mercato: se in un determinato bar o locale il caffé o il cappuccino fanno schifo, non mi vedranno piú come cliente.

(il link al disciplinare sul cappuccino di qualitá lo trovate anche su Block Notes)

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