Calma, niente di preoccupante, soltanto un titolo forzato per questo post.
Elmar Burchia rende oggi noto, attraverso Dagospia, che un editore tedesco entrerà con il 25 percento delle azioni nella casa editrice israeliana Amos Schocken, che pubblica anche il quotidiano dall’impronta sinistra-liberale Haaretz. A confermare l’accordo (32 milioni di dollari), prossimo ad essere firmato, gli editori David Landau e Tami Litani che però non hanno voluto rivelare il nome dell’acquirente tedesco. Il giornale israeliano (Haaretz significa Il Paese) è stato fondato nel 1919 e viene pubblicato in lingua ebraica, anche se su Internet é disponibile pure una versione in inglese.
Da capire le reazioni che potrá avere una simile notizia tra l´opinione pubblica israeliana. Nonostante i passi in avanti fatti negli ultimi decenni dalla diplomazia tedesca verso Israele, é tuttora comprensibile quantomeno un imbarazzo tra i due popoli per quanto tragicamente accaduto nella seconda guerra mondiale.
Tanto che, ancora oggi, rimane ancora un tabu in Germania parlare, anche in semplici termini storiografici, di nazismo, mentre le forme di tutela contro ogni forma di razzismo sono rigidissime. Per fare un semplice esempio, restando in ambito editoriale, i giornalisti e i dipendenti della Axel Springer Verlag, il colosso tedesco che tra l´altro edita il popolare Bild Zeitung, firmando il contratto di assunzione devono confermare per iscritto la negazione del nazismo e di qualsiasi forma di discriminazione verso il popolo israeliano.
Antirazzisti sí, anche per contratto.

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