Host unlimited photos at slide.com for FREE! (Nella foto, tratta dal sito della Bild Zeitung, Karin Wolff, a destra, e Marina Fuhrmann)

Accade in Germania. Karin Wolff, 48 anni, vicepremier del Länder Hessen (Assia, capitale Wiesbaden, cittá principale Francoforte), esponente di spicco del partito democratico cristiano Cdu, si presenta ad un party organizzato dal quotidiano Bild Zeitung assieme alla propria compagna, Marina Fuhrmann, di professione osteopata. La notizia ovviamente viene sbattuta in prima pagina dalla stessa Bild, quotidiano non solo popolare ma pure populista, in grado di stimolare molte volte gli istinti piú gretti dell´opinione pubblica tedesca. Ma a questa notizia si accompagna un commento dal titolo “Che donna coraggiosa”. Quindi un implicito incoraggiamento alla mossa di rendere pubblica la propria relazione omosessuale da parte della signora Wolff. Chapeau.

Ora, prendiamo questa storia ad esempio e proviamo a trasferirla in Italia. Che reazione avrebbe suscitato sulla stampa e tra l´opinione pubblica tricolore l´outing di un assessore regionale o di una deputata che ne so, dell´Udc, oppure di Alleanza Nazionale, ma penso addirittura del nascente Partito Democratico? Quale anatema avrebbe lanciato il Calderoli di turno? E i vescovi italiani come avrebbero reagito di fronte a tale notizia? Le risposte sono scontate, e purtroppo non mettono buon umore. Purtroppo il dibattito sull´evoluzione della nostra societá in Italia é ancora di profilo scadente, chiuso a scompartimenti stagni tra fedeli dell´ortodossia cattolica e tra sostenitori della chiesa laicista: bianco o nero, celodurismo o fighettismo, senza essere capaci di distinguere le sfumature delle nuove identitá familiari.

Il sottoscritto, che continua a dichiararsi un liberalconservatore, pur sostenendo il cattolicesimo, non puó tenere gli occhi chiusi e le orecchie tappate di fronte alle istanze dei cittadini omosessuali, e se ritengo giusto offrire maggiori diritti alle coppie di fatto (che per forza non devono essere esclusivamente omosex), non posso essere descritto come un attentatore alla concetto sacro e sacrale della famiglia. Al pari, se ritengo doveroso tutelare le famiglie con politiche di sgravi fiscali o di assistenza sociale o scolastica, non accetto di essere descritto come omofobo.

Ecco il mio disagio, cari amici, il disagio di una persona che vorrebbe ragionare liberamente e fuori da casacche ideologiche che cominciano a starci strette. Il disagio di una persona orgogliosa del proprio Paese, ma che difficilmente riesce a difenderlo di fronte ai migliori esempi delle realtá confinanti.

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