WS0906cov1big1.jpgCome ogni autunno Wine Spectator, la bibbia americana del buon bere e – perché no – anche del bon vivre, dedica una sua edizione ad una mini enciclopedia mondiale alla cucina e al vino (nella foto la copertina), suddivisa per aree geografiche e per aree tematiche.

Consiglio a quanti sono interessati all´argomento di acquistare la rivista e metterla da parte, anche per farsi un´idea sulle offerte culinarie presenti nel mondo. Non é l´ultimo numero editato (porta la data del 30 settembre, e ne sono giá seguiti altri due) ma, almeno qui in Germania, é l´ultima edizione disponibile in edicola. Altrimenti potete accedere all´edizione on line, ma bisogna abbonarsi per consultarla interamente.

Per quanto riguarda l´Italia ovviamente spazio alla pasta, alla pummarola, mozzarella, olio d´oliva, aceto balsamico, parmigiano reggiano, prosciutti e salamelle varie. Nota dolente invece per i vini, dove a farla da padrone sono soprattutto il Chianti e i vitigni piemontesi. Forse nei giudizi di Wine Spectator pesano un po´ troppo le mode e i gusti “americani”, non dando sufficientemente spazio ai vini siciliani o di altre realtá nostrane. Nessuna menzione invece per il Prosecco nonostante nell´ultimo anno, stando a dati della Coldiretti, le esportazioni siano aumentate del 440 % in Spagna, del 53 % in Giappone e addirittura in Francia (patria dello Champagne) del 7,5%. Il che significa un fatturato complessivo delle esportazioni pari a 262 milioni di euro, per una quantitá equivalente pari a 115 milioni di bottiglie vendute nel mondo.

Visti questi smacchi ricevuti dallo spumante di Valdobbiadene e Conegliano a livello mondiale – e soprattutto viste le recenti polemiche riguardanti il cosiddetto prosecco in lattina – consiglio vivamente i produttori trevigiani di prosecco a rivedere la tutela del marchio e del prodotto a livello europeo e mondiale, prima ancora di pensare ad ardite e spericolate operazioni di marketing.

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