Scusate se in questi giorni dedico spazio a ricordi di persone scomparse, ma a volte é meglio dedicarsi a illustri scomparsi piuttosto che a mediocri viventi.
E dopo il quinto anniversario dalla dipartita di Indro Montanelli dedico oggi un ricordo a Sergio Saviane, anche lui scomparso cinque anni fa.


(Sergio Saviane in un ritratto recuperato su Internet, credo che l´autore dell´opera sia Beppe Mora)

Tutti lo ricordano come il grande giornalista dell´Espresso, come l´inventore della critica televisiva, come scrittore e fondatore della rivista satirica Il Male. Io, che ho avuto la fortuna di conoscerlo e di trascorrere assieme a lui alcune bellissime serate, lo voglio invece ricordare come un galantuomo.
Nel luglio del 1999 ci ritrovammo in una villa a Breda di Piave (Treviso), ospiti del sarto Nane Lorenzon, in compagnia di tanti protagonisti del tanto decantato “Nordest produttivo”. Io, collaboratore della Tribuna di Treviso, fui spedito dall´allora redattore di economia Giorgio Sbrissa a seguire un happening che poteva offrire qualcosa di interessante per il giornale. Anche perché l´appuntamento ci era stato segnalato da Massimo “sorzon” Donadon, e quindi per forza qualcosa di buono usciva per i giornali (che poi le notizie fornite da Donadon venissero da lui stesso “pompate” o “colorate” a uso e consumo della stampa é pure vero, ma questa é un´altra storia che in questo momento non ci interessa).
Tornando alla festa in villa, grande star della serata si riveló Oliviero Toscani, all´epoca vero e proprio guru della comunicazione della Benetton il quale, forse anche in eccesso di prosecco (ma, come dicevano i latini, in vino veritas), si lasció andare in commenti poco lusinghieri verso il suo mecenate. “Sono stanco di arricchire Benetton, voglio far ingrassare altri imprenditori del Nordest”, urló il geniale fotografo di fronte ai commensali.
Che notizia ghiotta per il giornale, pensai, e chiesi consiglio a Saviane sul presentarla in redazione oppure no. “Se non la scrivi te si mona”, mi incoraggió Sergio. Mi presentai pure a Toscani, qualificandomi e chiedendo conferma della frase detta, tanto per evitare smentite o colpi bassi, e tutto mi fu confermato dal diretto interessato.
L´indomani la notizia venne sparata su tutti i giornali veneti della Finegil Editoriale, e a ruota ripresa un po´ in tutta Italia.
La reazione di Toscani? Nessuna minaccia di querela (´che avevo messo in conto fin dal principio), bensí un paio di lettere al giornale nelle quali scaricavano la colpa sui presunti eccessi alcolici di Saviane per screditare la sua figura verso la famiglia Benetton. Al che Saviane avrebbe potuto tranquillamente lavarsi le mani e addossare tutta la colpa al sottoscritto, ragazzetto di provincia alle prime armi col giornalismo. Invece no. Rispose duramente a Toscani prendendo le mie difese (senza che io gli avessi telefonato o chiesto favori) sia sulla prima pagina dei quotidiani veneti, sia su Prima Comunicazione (dove Saviane manteneva da anni una rubrica fissa), e successivamente anche sulle pagine dell´Espresso (qui trovate l´articolo cui faccio riferimento). Nessun altro collega o mio superiore avrebbe con tanta tenacia tenuto le mie difese come fece Saviane.
Per la cronaca, dopo qualche mese la famiglia Benetton comunicó la fine della collaborazione con Oliviero Toscani, quindi fui testimone esclusivo di una “crisi matrimoniale” che di lí a poco avrebbe avuto eco internazionale.
Per stima professionale e sentimentale mi sento ancora in debito verso il vecchio galantuomo. Ciao Sergio!

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