Se il prezzo del petrolio é legato a perfide ma corrette logiche di mercato (oggi si é raggiunto il nuovo, clamoroso, rialzo a 73,34 dollari al barile, in continua crescita di giorno in giorno), altrettanto non si puó dire per le cosiddette accise, ovvero le imposizioni fiscali che gravano per il 57,1 per cento sul prezzo finale di benzina ed idrocarburi. Grazie all´Istituto Bruno Leoni vi segnalo il sito Stop Accise. Si tratta di un importante strumento a disposizione di tutti i cittadini per confrontare il costo del pieno nel 1996 e oggi. Questa iniziativa intende richiamare l’attenzione sulla proprio causa nascosta del caro benzina: l’imposizione fiscale. Sebbene il livello delle accise in Italia non si discosti significativamente dalla media europea, un confronto col Pil pro capite rivela come il peso del fisco sia per gli italiani assai più pronunciato che per gli altri europei.
Un piccolo esempio? Le imposte su un pieno di benzina al mese su un’auto di media cilindrata equivalgono al 2,65% del nostro Pil pro capite, contro il 2,25% dei francesi, 2,33% dei tedeschi, 1,79% degli svedesi. Solo i portoghesi (4,61%) pagano più di noi.

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