El gá pissá fora dal bocal. Ha fatto la pipí fuori dal boccale. A Treviso e dintorni si commenta cosí la sparata del signor nessuno, tale Giorgio Bettio. Bettio chi? Ah, quello che ama le auto d´epoca e ogni tanto chiede la parola dai banchi di Palazzo dei Trecento, sede del consiglio comunale di Treviso. Manco i colleghi di partito, la Lega Nord, se lo filano, poveraccio, pensate poi i consiglieri d´opposizione. Sbadigli, noia, tempo buono per leggere il giornale o per bisbigliare al cellulare mentre il nostro Bettio cerca di farsi promotore dei problemi della cittá e dei suoi concittadini.

Allora non vi faccio perdere altro tempo su quello che il rappresentante leghista ha detto, neppure su come la notizia é stata pompata dal mainstreaming della stampa nazionale (ci pensa in maniera esauriente Paolo Calia), o addirittura sul suo “delirio massmediale” (cito Carlo Felice Dalla Pasqua, come Calia giornalista trevigiano): il problema é che qui, a forza di sottovalutare o sminuire i toni, si perde il senso della ragione e si lascia spazio ai quaquaraquá. Quaquaraquá che sparano (verbalmente parlando) nel mucchio, fanno demagogia, alimentano odio e insulsaggini intellettuali. Ma che comunque non vanno presi sotto gamba. Mai

Mi dispiace, saró fatto all´antica, ma alla parola, sia essa scritta o verbale, ci do ancora un peso importante. É un peso che va valutato se si tratta di una battuta da osteria (dalle parti di Treviso, ma non solo, se ne sentono di ben pieggiori di quella di Bettio), oppure di un intervento messo a verbale nel corso di un consiglio comunale. Ma certi commenti non vnno mai sottovalutati, bensí condannati in tutti i modi possibili, anche facendo la voce grossa con i titoli della grande stampa.

Anche perché, di fronte a tanto casino, almeno una cosa buona la si puó registrare: Bettio ha trovato pure le parole per chiedere scusa e affermare di non ricandidarsi piú alle prossime elezioni. La stessa cosa non ha fatto il prosindaco di Treviso Giancarlo Gentilini, ma neppure il rappresentante di Rifondazione comunista Francesco Caruso, cosí come tanti altri esponenti politici che hanno spesso scambiato le rispettive sedi istituzionali per la peggiore delle bettole.

Un´ultima accortezza. A Pierluigi Mennitti, e a quanti si sono purtroppo fatti un´idea pessima di Treviso e dei trevigiani. Tranquilli, da queste parti non esiste soltanto odio ed egoismo. Ve lo dice un trevigiano doc, in permanenza stabile in terra di Germania, ma pur sempre innamorato della sua terra madre.

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