In Germania i top manager, i dirigenti delle grandi aziende, i politici, ma pure tutti i semplici cittadini tedeschi che hanno a cuore – per lavoro o per proprio interesse – argomenti di economia politica, leggono Handelsblatt, il quotidiano economico piú diffuso e influente nella vita della finanza tedesca. Dal 2000 nei kiosk appare pure l´edizione tedesca del Financial Times, ma in termini di diffusione e di appeal sulla nomenklatura non ci sono i risultati sperati dall´editore. 

Tanto che sembrerebbe essere vicino il momento di una cessione da parte del gruppo editoriale inglese Pearson di tutte le proprie quote relative al Financial Times Deutschland (ovvero il 50 per cento), all´editore tedesco Gruner+Jahr, controllato a sua volta al 75 per cento da Bertellsmann, giá proprietario dell´altro 50 per cento delle quote dello stesso quotidiano.

Non male per una casa editrice fondata nel 1835 da Carl Bertellsmann per sostenere, attraverso la pubblicazione di testi religiosi e didattici, la causa del protestantesimo, e divenuta oggi un vero e proprio colosso dei media a livello europeo. A patto di restituire lustro – e copie – ad una testata dal nome glorioso, ma dai risultati ancora sottotono in territorio tedesco.

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