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In Germania, causa un forte livello dell´inflazione e lo spauracchio di un ennesima crisi economica, il colosso della telefonia cellulare Nokia decide di chiudere lo stabilimento di Bochum e di trasferire la produzione a est, forse in Ungheria, o molto piú probabilmente in Romania. Il che significherá una lettera di licenziamento per circa 2.300 dipendenti, e la prorompente affermazione anche in Germania di un fenomeno ormai assimilato da diversi anni in diverse realtá europee: delocalizzazione. E i politici tedeschi, invece di promuovere sgravi fiscali in grado di attenuare il costo del lavoro, si danno invece alla demagogia. Complice anche una certa stampa qualunquista e capace di ragionare esclusivamente con la pancia e non col cervello (sí sí, mi riferisco alla Bild Zeitung) oggi era tutto un imbalzare di voci del tipo “restituiamo i nostri Nokia e compriamo cellulari di altre marche”.  

E il boicottaggio ha giá trovato i suoi due primi testimonial (rappresentati qui sopra, in un´elaborazione grafica tratta dal sito della Bild). Peter Struck, leader dei socialdemocratici, ha giá abbandonato il proprio Nokia N95 chiedendo ai propri uffici di poter utilizzare un altro modello di un´altra marca. Horst Seehofer, ministro con delega alla tutela dei consumatori (cristiano sociale della bavarese Csu) é sulla stessa lunghezza d´onda di Struck, in segno di solidarietá verso i lavoratori e le famiglie che vedono a rischio il proprio posto di lavoro.

Dunque si suggerisce di attuare in Italia analoga iniziativa, restituendo alla famiglia Benetton i pullover provenienti dai laboratori tessili dell´est, e spedendo a Mario Moretti Polegato le Geox fabbricate a Timisoara e dintorni. Tutto questo fa un po´ ridere, anche se il problema della delocalizzazione é un dramma per moltissime famiglie. I politici sbandierano sempre la soluzione piú demagogica, pronta ad alimentare esclusivamente il proprio tornaconto elettorale. E il dramma, qui in Germania, é che quando fanno certe sparate ci credono sul serio.

Disclaimer Da circa dodici anni sono un utilizzatore di telefoni cellulari. E dal primo Nokia modello cassa-da-morto fino all´attuale N95, non ho mai tradito la casa finlandese. Niente di politico in tutto questo. Nokia é una filosofia di vita che va al di lá di destra o sinistra.

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