Rilancio qui di seguito un testo di Silkepil, lasciato inizialmente tra i commenti a questo blog. In caso di scioglimento anticipato di almeno una delle Camere, il referendum slitta automaticamente di 365 giorni a partire dalla data delle elezioni. Quindi il referendum per la modifica della legge elettorale potrebbe essere a rischio, vista la ben nota crisi politica in cui versa il governo Prodi.

“Ormai il Governo passa da una settimana difficile, come quella passata, ad una – come quella che stiamo vivendo – a dir poco terribile. Mastella ha lanciato il suo siluro. E con ogni probabilità affonderà Prodi venerdì sera, costringendolo a rimettere il mandato nelle mani del Presidente Napolitano.
Tra le ragioni del siluro c’è di sicuro, forse prevalentemente, l’idea di far slittare il nostro referendum (in caso di scioglimento anticipato di almeno una delle Camere, il referendum slitta automaticamente di 365 giorni a partire dalla data delle elezioni, ndr). Se questo fosse approvato, verrebbe infatti azzerata la presenza parlamentare dell’UDEUR in quanto tale, così come quella degli altri partiti(ni) che tengono oggi in ostaggio l’iniziativa governativa con la collaudata tecnica dei veti incrociati.

C’è quindi chi si sta già battendo – ancor prima della caduta del Governo – per andare ad elezioni anticipate con l’attuale Porcellum, con buona pace del referendum (che slitterebbe di un anno, in attesa di essere nel frattempo definitivamente affossato con l’approvazione di un Porcellum 2, la vendetta…).
Ma è anche possibile che il referendum rappresenti invece una soluzione di mediazione tra le opposte richieste che, nel caso di una crisi, sarebbero avanzate al Capo dello Stato. Perché infatti non immaginare che la consultazione popolare possa aver comunque luogo il prossimo 20 aprile lasciando spazio ad eventuali elezioni anticipate da tenersi prima dell’estate? In questo scenario i cittadini non si sentirebbero “scippati” di una loro ormai legittima aspettativa e soprattutto sarebbero loro a decidere se andare alle prossime elezioni politiche con un Porcellum “cotto alla referendaria” ovvero così come mamma (?) l’ha fatto.
È certo però che se questo ragionamento fosse giudicato troppo ardito, non ci resterebbe che mobilitarci tutti – con tam-tam, catene di Sant’Antonio, segnali di fumo, etc. – e gridare a gran voce: “Non ci vogliono far votare il referendum…”.

PS Per essere comunque preparati a questa ultima eventualità, vi chiediamo intanto di essere dei nostri e cominciare a fare queste semplici 3 cose:
1. lasciare un commento a questo post diffondendone quanto più possibile il contenuto;
2. copiare ovunque l’immagine “Adesso Sì” e lo sticker qui accanto, inviando poi all’indirizzo adessosi@gmail.com commenti, foto e video pubblicabili sulla nostra campagna “Adesso Sì” (avete presente il tormentone di “Italia1”? ecco, deve essere lo stesso per “Adesso Sì”);
3. partecipare alle altre iniziative che a breve lanceremo sul nostro sito http://www.referendumelettorale.org e su questo blog”.

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