La campagna elettorale offusca le menti da una logica analisi dei fenomeni, droga i ragionamenti, maschera le cause dei problemi che viviamo tutti i giorni.

Alcuni dati: il prezzo della farina é aumentato del 34 per cento, quello del burro del 30 per cento, l´aumento della pasta sfiora il venti per cento, verdura sopra il 20 per cento. Realtá italiana? Nient´affatto. Quelli appena elencati sono soltanto i dati piú rappresentativi rilevati dall´Istituto federale di statistica tedesco, sulla base del tasso di inflazione rilevato lo scorso mese di gennaio. Quindi una realtá, la Germania, che non é esattamente quella italiana: a Berlino il governo é gestito da una Grosse Koalition tra socialdemocratici e cristianodemocratici che ha invaghito – piú a parole che nei fatti – pure molti politici italiani; l´economia, tra chiari e oscuri, viaggia bene e con risultati incoraggianti; soprattutto non aleggiano gli spettri di Berlusconi e Prodi sulla vita della repubblica federale.

In Italia le cose non vanno meglio, purtroppo: pasta a piú 14,4 per cento, latte con rincari del 10 per cento, carne con aumenti che sfiorano il 4 per cento. Anche in questo caso i dati sono ufficiali (fonte Istat) e, stando a notizie riportate dalla stampa, si tratterebbero dei rincari piú pesanti avuti negli ultimi undici anni. Ovvero 1997, quando a capo del Governo italiano vi era lo stesso Romano Prodi che ha appena portato a sciagurata conclusione l´ultima legislatura.

Infausta coincidenza? Senza dubbio. Ma le nostre menti devono restare libere da paraocchi elettoralistici. Perché é vero che in questi giorni la stampa avversa a Prodi, a Veltroni e al centrosinistra, cerca di accomunare il galoppare dell´inflazione con la pressione fiscale, ovvero di accusare il governo uscente di tutto e il contrario di tutto. La pressione fiscale in Italia ha superato il 43 per cento, e di questo va accusata la classe politica che ha governato l´Italia. Ma se in un´altra realtá europea (abbiamo prima citato la Germania) l´inflazione attanaglia in egual misura i consumi, non é certo colpa di Prodi o dell´ormai defunto Ulivo. Evidentemente a livello europeo si vivono condizioni di svantaggio le cui cause vanno individuate in fenomeni socioeconomici che spesso vanno al di lá delle ricette politiche di questo o quel Paese. 

Quindi attenzione a quando si impaginano dati e statistiche a puro scopo elettoralistico, oppure quando dal telegiornale si sbrodolano percentuali e analisi in grado di assopire i nostri ragionamenti. Il momento attuale é giá di per sé difficile, non avveleniamolo ulteriormente con trucchetti da quattro soldi.

Disclaimer Con questo post non rivaluto assolutamente l´operato del Governo Prodi: continuo a pensarne tutto il male possibile. Ma la valutazione deve essere svolta su criteri chiari e veritieri, che al governo vi sia la destra oppure la sinistra. Certo continuo a soffrire sempre meno i titoli ad effetto e le sparate elettoralistiche che ci vengono offerte quotidianamente da entrambi gli schieramenti politici. Meno fanfaronate é piú lavoro per tutti (in primis per i politici, ovvero che svolgano bene il loro dovere).

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