Le mie poche, vere, amicizie, sono rappresentate all´ottanta per cento da persone di sinistra, o che comunque poco o nulla hanno a che spartire con i miei riferimenti politici e ideali. La percentuale sfiora il cento per cento quando parlo di conoscenze piú o meno profonde, piú o meno sincere. Nulla di particolarmente straordinario, l´amicizia é un conto, il proprio credo politico o religioso un altro, ci mancherebbe. L´amicizia va al di lá della propria visione della societá, della politica, del mondo. Nulla ha a che spartire col partito che votiamo o sosteniamo idealmente.

Per me tutto questo é un fatto scontato, assodato nel tempo, oserei dire banale. Lo é anche per i miei amici o conoscenti, e buon per me. Non lo é invece per qualcuno che ritenevo una piú che buona amicizia; che in passato mi ha insegnato diversi trucchetti del lavoro e, perché no, della vita. Qualcuno che, al di lá della vis polemica, ci si poteva confrontare su diversi argomenti.

Tutto sbagliato invece. Lo steccato ideologico e moralista rimane alto, insormontabile per un stramaledetto confronto amichevole. Rosso o nero, mangiapreti o bacia banchi, fascista o comunista, antifascista o anticomunista, capitalista o no global, leghista o terzomondista, per le fighe bionde o quelle more. Tutto fottutamente etichettato o etichettabile, come se tutti noi uscissimo in serie da due distinte catene di montaggio.

Questo post é uno sfogo di fine agosto, ma anche messaggio subliminale, non lo nascondo. Dei maestrini che sanno tutto o hanno giá una risposta preconfezionata a ogni domanda mi son rotto le scatole, e da un pezzo. Ho ancora il gusto di scoprire il mondo con i miei occhi, non con quelli di un partito o una setta. Ciao!

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