Si è svolta lo scorso fine settimana a Treviso l´Ombralonga, rinomato tour di osterie e di pubbliche bevute per le vie del centro che tante polemiche ha suscitato nel Nordest. A fine manifestazione un giovane padovano ha perso la vita in maniera del tutto assurda, non in automobile, bensí attendendo un treno che lo riportasse a casa.

Sembra che una manifestazione del genere non si riproporrá piú, almeno non nei termini in cui si è fin qui svolta.

Sull´argomento ieri il Corriere del Veneto, dorso locale del Corriere della Sera, ha pubblicato un mio intervento, che riporto qui di seguito.

I tedeschi che ogni anno affollano l´Oktoberfest, quelli con i pancioni dilatati da galletti allo spiedo, quelli dal fantozziano “rutto libero” (ad un esponente leghista l´accostamento costó la poltrona da sottosegretario al Turismo), cos´hanno di diverso dalle orde barbariche che partecipano all´Ombralonga? Ecco cosa salva la secolare tradizione bavarese dalla giovane – e incosciente, come succede a troppi giovani – manifestazione trevigiana.

Anzitutto il luogo, la cosiddetta location, importante per ogni appuntamento che si rispetti. Nessuno in Germania si potrebbe immaginare di organizzare una manifestazione dedicata a Bacco in un centro cittadino. Theresienwiese (sede dell´Oktoberfest) dista dalla centralissima Marienplatz un paio di chilometri; a Stoccarda, il Cannstatter Wasen (dove si tiene la Volksfest, seconda per importanza rispetto alla festa bavarese) si trova a cinque chilometri dalla nobile Schlossplatz. Sempre a Stoccarda, a fine agosto, si svolge un evento che meglio si puó accostare alla manifestazione trevigiana. È la festa del vino Weindorf, dedicata ai migliori riesling della zona, che si svolge in centro cittá per un paio di settimane, in caratteristici stand dove si puó anche mangiare. Ma per ordinare bisogna stare seduti al proprio tavolo (quindi nessun girovagare da una strada all´altra), e a prezzi spesso piú cari rispetto alle tradizionali kneipe, le nostre osterie. Quattro euro per un bicchiere di vino offrono risalto alla qualitá della manifestazione (si investono soldi in toilette pubbliche e servizi di assistenza) e del vino, e mettono al riparo il fegato degli ospiti.

Anche la birra è cara. Quest´anno, a Monaco come a Stoccarda, il tradizionale maß (il boccale da un litro) costava 8,30 euro, e con l´aria di crisi che gira anche da queste parti, il portafogli mezzo vuoto ha salvato molti dal coma etilico. La birra costa troppo e gli organizzatori se ne approfittano? Di sicuro non sono dei samaritani, ma con l´incasso devono pagare un servizio di sicurezza capillare e pronto ad aiutare le ordinarie forze di polizia.

E se la festa non è in centro, come ci si sposta? Qui in Germania il trasporto pubblico è efficiente, capillare e a prezzi abbordabili, con differenze abissali rispetto a Treviso e all´Italia in genere. Ma non solo. Ad ogni fermata del bus o della metropolitana stazionano poliziotti, prima di tutto per controllare i biglietti pagati (il rapporto tra ubriachi e portoghesi è direttamente proporzionale), e poi per salvare i malcapitati da situazioni del tutto simili a quella che è costata la vita ad Andrea Dal Cason.

Tedeschi tutti bravi e buoni, dunque? Nossignori, sbronze sonore e scazzottate sono anche da queste parti all´ordine del giorno, ma qui siamo in Germania, ed è tutta un´altra storia.

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