E ora? Il nulla

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comunicazione_veltroniDella storia recente del centrosinistra italiano apprezzo tre eventi.

A) Lo strumento delle primarie adottato quale formula di democrazia interna alla nomina dei candidati.

B) La nascita del Partito Democratico.

C) L´emarginazione dei cespugli comunisti e massimalisti.

Tutti questi momenti hanno visto come protagonista Walter Veltroni.

Da non elettore e non simpatizzante del centrosinistra assisto con qualche preoccupazione allo sviluppo degli eventi. Perché penso che chi verrá dopo di lui, chiunque esso sia, non saprá fare di meglio.  Perché l´unica persona in gamba in quell´area oggi si chiama Massimo D´Alema, cosí in gamba da non immaginarsi di mettersi alla guida di un partito destinato alla disintegrazione in neo-Ds e neo-Margherita.

A proposito di disintegrazione: purtroppo credo che la stessa fine la fará pure il prossimo Pdl. Vedete voi che botta di ottimismo…

Sulla superioritá dell´elettore intelligente, chic & freak (democratico of course)

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elezioni_schedaDopo l´esito delle elezioni regionali in Sardegna di commenti da parte dei soliti intelligenti chic & freak ne ho giá sentiti a sufficienza. “Ma come si fa a votare per il centrodestra?”, “Con tutti i problemi che affliggono il Paese poi la gente continua a votare per Berlusconi”, “Ma come…???…”, “Ma perché…???…”, e via discorrendo.

Tutti che cadono dalle nuvole. Tutti che, molto facilmente, danno contro al popolo bue (o popolo pecorone, visto che ora parliamo dei sardi…). Mai un´autocritica, mai un tentativo di correggere il tiro, mai una discussione veramente aperta sul cercare un´alternativa a Berlusconi.

Io, dalla posizione di un centrodestra che non c´è – e che molto probabilmente in Italia mai ci sará, ma questo è un altro discorso – assisto con apprensione alla crisi del Partito Democratico e all´assenza di una vera sinistra progressista e socialdemocratica, perché senza una vera e rispettabile sinistra non vi sará mai un´altrettanto rispettabile destra. Ma di questo me ne preoccupo io e pochi altri. Per tutti gli altri l´importante è rimanere una spanna sopra gli altri, attuando quella terribile superioritá dell´elettore intelligente, e di logica conseguenza democratico doc. La parola d´ordine di questa classe elevata ed esclusiva? Dare sempre e soltanto contro all´avversario, anche quando questi si chiama popolo sovrano ed elettore.

Guardare al futuro

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Gianfranco Fini non é un ragazzetto di primo pelo. Uomo politico di lungo curriculum, capisce il peso dei commenti e dei giudizi della stampa e degli avversari, avendoli soppesati – a volte come macigni – in piú di un´occasione.

L´altro giorno il leader della destra italiana non si é dunque lanciato come uno sprovveduto quando, dal palco della festa dei giovani di An Atreju, ha dichiarato: «La destra politica italiana e a maggior ragione i giovani devono senza ambiguità dire alto e forte che si riconoscono in alcuni valori presenti nella nostra Costituzione, come libertà, uguaglianza e solidarietà o giustizia sociale. Sono tre valori che hanno guidato il cammino politico della destra e ribadire che la destra vi si riconsce è un atto doveroso».

Semplice tornaconto politico nelle parole di Fini? Molto probabilmente sí, nel tentativo di smarcarsi ancora una volta dai cosiddetti Tafazzi di destra. Ma sarebbe troppo facile liquidare il tutto come l´ennesima “sbiancata di candeggina” per l´attuale presidente della Camera.

Tutti noi dobbiamo offrire in maniera del tutto chiara e sincera un´apertura di credito nei confronti dell´operato di Gianfranco Fini. Perché la destra di oggi deve guardare agli effettivi problemi dell´Italia, e non piangere sul passato, deve confrontarsi con le sfide del futuro, e non spolverare di tanto in tanto labari e croci celtiche.

Fini ha lanciato l´ultimo monito dalla platea di Atreju, e non a caso. Dalla festa dei giovani di Alleanza Nazionale il leader politico si é proprio rivolto ai giovani, alle generazioni che hanno avutola fortuna di non vivere gli anni bui della guerra o del Sessantotto. A quelle forze, studenti, precari, lavoratori, che di scheletri nell´armadio non ne custodiscono.

Tutto facile, offrendo una “mano di candeggina” proprio ai giovani? Niente affatto, stando ai mugugni raccolti proprio tra la base di Azione Giovani, oppure seguendo in queste ore le voci – a volte incoraggianti, a volte del tutto critiche – messe in rete da TocqueVille. Ma di questo Fini non se ne deve preoccupare piú di tanto. Di sfide ne ha intraprese di ben peggiori, e spesso gli hanno fruttato ottimi risultati.

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