Quando saremo uomini

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Se puoi non perdere la testa quando tutti attorno a te
L’ hanno perduta e te ne incolpano,
Se puoi ancora credere in te stesso, quando più nessuno crede in te,
E tuttavia ti chiedi se non abbiano ragione gli altri e torto tu.
Se puoi attendere con calma ciò che ti spetta
o se, perseguitato, non pagare
odio con odio, offesa con vendetta,
senza per questo abbandonarti al gusto di stimarti santo tra i santi, e tra i giusti il giusto.

Se puoi sognare, e tuttavia non perderti nelle reti del sogno,
Se puoi pensare senza tutto concedere al pensiero;
Se puoi fissare in volto trionfo e disonore,
E senza per questo spalancare il cuore a nessuno dei due.
Se senza batter ciglio puoi il tuo vero vedere fatto menzogna sulle labbra dell’insincero,
E di colpo crollare quanto hai caro per tosto ricomporlo con amaro coraggio.
Se in un solo colpo puoi rischiare tutto quanto hai avuto dalla vita e perderlo,
E poi ricominciare senza pentirti della tua partita;

Se potrai richiamare il tuo coraggio quando da un pezzo lo avrai dilapidato
E stare saldo quando sai che tu altro non puoi più fare,
Se non dirti “Su!”.

Se puoi toccare il fango senza insozzarti
E dar la mano ai re senza esaltarti.
Se amico o nemico male potrà mai farti.
Se tutti gli uomini avrai cari ugualmente, ma più degli altri nessuno.
Se nel balzo saprai d’un solo istante
superare l’istante che non perdona,
Tua è allora la Terra, e tutto ciò che dona,
Allora sarai uomo, figlio mio.

“Se” – Rudyard Kipling

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A volte ritorno

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Lungo e vergognoso abbandono di questo blog, lo ammetto. Ma, come giá scritto in altre occasioni, di fronte alle colate di post e pensieri rigirati – o riciclati – meglio lasciare la tastiera in pace.

In questi mesi ho privilegiato Block Notes, Facebook, e Twitter. Link e appunti vari li trovate pure su Friendfeed. Quindi, come vedete, non ho abbandonato la Rete. Semplicemente mi sono dedicato ad altro.

Nota bene

Ho privilegiato altri strumenti, ma questo blog non lo abbandono. Read you soon

Marchetta

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Spero di continuare ad aggiornare con una certa regolaritá questo blog anche nelle prossime settimane. Lo spero, ma non lo prometto. Nel frattempo, un po´ rapito da Facebook, continuo a “coccolare” pure il mio piccolo Block Notes. Ogni tanto dateci una sbirciata. Link, copia e incolla, e battute flash le troverete sempre piú da quella parte, mentre qui ci si dedicherá maggiormente a qualche esercizio piú meditato e ragionato.

Caro (ex) amico ti scrivo

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Le mie poche, vere, amicizie, sono rappresentate all´ottanta per cento da persone di sinistra, o che comunque poco o nulla hanno a che spartire con i miei riferimenti politici e ideali. La percentuale sfiora il cento per cento quando parlo di conoscenze piú o meno profonde, piú o meno sincere. Nulla di particolarmente straordinario, l´amicizia é un conto, il proprio credo politico o religioso un altro, ci mancherebbe. L´amicizia va al di lá della propria visione della societá, della politica, del mondo. Nulla ha a che spartire col partito che votiamo o sosteniamo idealmente.

Per me tutto questo é un fatto scontato, assodato nel tempo, oserei dire banale. Lo é anche per i miei amici o conoscenti, e buon per me. Non lo é invece per qualcuno che ritenevo una piú che buona amicizia; che in passato mi ha insegnato diversi trucchetti del lavoro e, perché no, della vita. Qualcuno che, al di lá della vis polemica, ci si poteva confrontare su diversi argomenti.

Tutto sbagliato invece. Lo steccato ideologico e moralista rimane alto, insormontabile per un stramaledetto confronto amichevole. Rosso o nero, mangiapreti o bacia banchi, fascista o comunista, antifascista o anticomunista, capitalista o no global, leghista o terzomondista, per le fighe bionde o quelle more. Tutto fottutamente etichettato o etichettabile, come se tutti noi uscissimo in serie da due distinte catene di montaggio.

Questo post é uno sfogo di fine agosto, ma anche messaggio subliminale, non lo nascondo. Dei maestrini che sanno tutto o hanno giá una risposta preconfezionata a ogni domanda mi son rotto le scatole, e da un pezzo. Ho ancora il gusto di scoprire il mondo con i miei occhi, non con quelli di un partito o una setta. Ciao!

Senza una casa politica

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Ormai da parechio tempo ci sono abituato. Non ho un riferimento politico confacente alle mie idee, alle mie aspettative, ai desideri per il futuro mio e del mio Paese. Sono un apolide, con una forte personalitá politica, ma senza alcuna precisa identificazione in un partito o movimento politico.

Continuo a professarmi liberalconservatore. Lo faccio da quando i “liberali di oggi” votavano Dc, Psi, addirittura Pci. Ricordo ancora uno dei miei primi appuntamenti con le urne: era il 1992, Berlusconi non era ancora sceso in politica, e la mia preferenza andó al Pli. Ma per un vero liberale oggi non vi é dignitá di appartenenza e di identitá partitica.

Togliamo di mezzo le ali “estreme” dell´attuale campagna elettorale, Sinistra Arcobaleno e La Destra, troppo distanti dalle mie convinzioni per storia, ideologia e programma di governo. Un approdo per cosí dire “ideale” dovrebbe essere il Partito Della Libertá, ma il bluff é visibile ad occhi chiusi. Il leader del Pdl rimane un monopolista, che sbandiera il caso Alitalia per tenere a bada gli alleati protezionisti e statalisti, e pronto a nominare un ministro dell´Economia che rinnega le tesi liberiste.

Da qualche mese esiste il Partito Democratico. Ai seguaci di Veltroni invidio la nascita di un soggetto politico attraverso un vero confronto tra Ds e Margherita, con tanto di primarie e condivisione di progetti e ideali, altro che “svolta del predellino”. Riconosco all´ex sindaco di Roma il merito di aver sviluppato una vera e propria svolta politica, costringendo il Cavaliere a inseguirlo sulla strada del “bipolarismo patacca”. Ma non sono smemorato quanto Veltroni nel sapere che il Pd é stato l´architrave del governo Prodi, ovvero di una delle sgiagure del nostro Paese (attenzione, “una”, non la sgiagura unica come qualcuno vuol far credere), e riconoscendo che il Pd propugna una linea socialdemocratica del tutto legittima, ma che poco attiene alle mie idee.

Resta Casini e l´Udc. L´ho seguito con attenzione in queste ultime settimane, lo ammetto. Tira fendenti alla sua destra come alla sua sinistra, nella piú pura logica dello scontro elettorale, si rifá ad un cattolicesimo liberale di tutto rispetto (meno rispettosa rimane invece la difesa ad oltranza di Cuffaro) e lancia proposte di governo per alcuni aspetti molto sensati. Una sola domanda, dove é stata la “verginella” Casini negli ultimi quattordici anni? Sinceramente ritengo troppo comodo smarcarsi solo ora dal padre padrone di Arcore.

Mi dispiace, ma ho deciso di non votare. Basta deleghe in bianco, basta prese in giro. Non esiste piú il bisogno del votare il meno peggio, il turarsi il naso contro qualche presunto pericolo. Rimane invece la solitudine di un apolide, di un uomo che ancora una volta non puó essere fiero di partecipare alla vita politica sostenendo una lista o un movimento in grado di tutelare a pieno titolo i propri interessi.

Su Block Notes la mappa della mia presunta dimora politica.

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Confuso e felice

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Dalla caduta del governo Prodi a questo inizio di campagna elettorale non ho scritto un rigo di politica. Non per mancanza di spunti e opinioni, anzi. Il problema é che mi riesce molto difficile riordinare le idee in questi giorni, e l´evolversi dei fatti spesso non aiuta a esprimere un ragionamento completo. Ma mi son ripromesso di non cadere nell´errore di procurare noia a nessuno, quindi rinvio ad altri giorni qualche mia riflessione sull´argomento. Al momento mi permetto di segnalarvi il mio stato d´animo di fronte all´attuale scenario politico.

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Nuova veste per Big Blog

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Giá da una settimana la veste grafica di questo blog é stata rinnovata: nuovi template e header. Un caffé da gustare in relax leggendo un giornale, ma anche una scarica di energica caffeina, in grado di scatenare commenti e riflessioni. Oppure molto piú semplicemente un riferimento a quella che una volta poteva essere la mia ideale professione (il giornalismo), e a quella che oggi é la mia attivitá (ristorazione).

Nessuna attivitá bulimica di post su tutto e tutti, ma la ricerca di puntare sempre piú sulla qualitá dei contenuti (politica, giornalismo, rapporti Italia – Germania), anche se mi rendo conto che prendersi un po´ troppo sul serio non sempre fa bene all´animo, e quindi non mancheranno alcuni divagamenti vari. Post piú divulgativi su questo blog, mentre per semplici link, segnalazioni e cazzeggi vari rimando sempre al mio Tumblr Block Notes.

Tra le novitá, sulla barra di sinistra, trovate il collegamento alla mia raccolta di video su Vodpod: in particolare, visto il coincidere con il Giorno del ricordo, vi segnalo l´intervista a Indro Montanelli sul tema delle foibe.

Per il resto, beh, continuate a seguirmi, nella speranza di offrire sempre qualche utile spunto di discussione.

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